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Pacific Rim

di Guillermo Del Toro. Con Charlie Hunnam, Idris Elba, Rinko Kikuchi

di Rosario Sparti

Il mondo è sotto l'attacco di giganteschi mostri, noti come Kaiju, emersi da un portale interdimensionale sul fondo dell'Oceano Pacifico. La guerra è destinata a distruggere milioni di vite e consumare le risorse umane per tutti gli anni a venire. Per fronteggiarle vengono ideate delle armi speciali: enormi robot chiamati Jaegers, comandati mentalmente da una coppia di piloti attraverso una rete neurale. Ma anche i Jaegers sembrano impotenti contro tali mostri e, sull'orlo della sconfitta, l'umanità si affida ad una coppia di eroi costituita da un ex pilota caduto in disgrazia e da una giovane recluta, entrambi chiamati a pilotare un leggendario quanto obsoleto Jaeger.

Vi ricordate i giorni trascorsi davanti alla tv a tifare Mazinga, Gundam, Jeeg, Goldrake nella lotta contro il male? Insomma, tutti quei robottoni che allietavano i nostri pomeriggi di bimbi affascinati da questi giganti di ferro. Ecco, state certi che  Guillermo Del Toro era uno di quei ragazzini. Tutto ciò è evidente dal piacere, quasi fisico, che traspare dal lavoro di ricerca compiuto dal regista sul materiale di partenza: la lotta tra giganteschi robot, guidati da uomini, contro enormi mostri, venuti dalle profondità dell'oceano. La cura per il dettaglio nel design di questi personaggi e l'ingegno nella costruzione delle scene delle battaglie denunciano la passione reale e concreta che è alla base di questo carrozzone cinematografico, estivo per la temperatura dell'ambiente circostante le sale cinematografiche ma profondamente autunnale nell'ambientazione.

Siamo in un futuro tartassato dalla pioggia e dall'oscurità, come ogni buon sci-fi che si pregi di questa definizione, a causa dei danni ambientali provocati dall'uomo. Allo stesso tempo, l'unico modo per l'umanità per non essere debellata è ricordarsi del vecchio adagio "l'unione fa la forza". I due lati della medaglia che il cineasta cerca d'evidenziare nel racconto, che spazia dall'action allo sci-fi ma che finisce per somigliare moltissimo proprio a quegli anime che vedevamo sulle tv private. Ovviamente il rimando più ovvio è GODZILLA e tutti quei monster movies dal sapore catastrofico che ritornano remixati in questo film, un fronte dove, in futuro, l'industria hollywoodiana faticherà a fare di meglio. Il ritmo, la magniloquenza delle scene di lotta, le distruzioni degli edifici esaltate dal 3D, il titanismo produttivo fautore di una grandiosità della messa in scena, è quanto di meglio si sia visto ultimamente in questo genere.

Dove s'insinuano le crepe è innanzitutto nella retorica e negli stereotipi che un racconto del genere porta con sé, poi nell'umanità dei personaggi, nelle linee narrative delle loro storie, che finiscono per rallentare l'azione e non coinvolgere emozionalmente lo spettatore quanto sarebbe necessario. In questa pellicola di giganti l'unico personaggio che riece a svettare - fatta eccezione per un riuscito flashback legato a Rinko Kikuchi - è quello di un incrollabile Idris Elba, forse il vero eroe del film. Fracassone quanto basta, indubbiamente divertente, ostinatamente alla ricerca del consenso dello spettatore - vedi l'uso dell'attore feticcio del regista: un sapido Ron Perlman -, scemo come ci aspetta, con uno sguardo retrò di sicura furbizia. Insomma il meglio e il peggio del blockbuster americano.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[09-07-2013]

 
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