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Il fondamentalista riluttante

di Mira Nair. Con Riz Ahmed, Kate Hudson, Liev Schreiber, Kiefer Sutherland

di Rosario Sparti

Changez è un giovane pakistano, brillante analista finanziario che lavora a Wall Street e si vede l’esistenza stravolta dopo i tragici accadimenti dell’11 settembre. Resta allora coinvolto in un conflitto tra il suo personale “sogno americano”, una crisi internazionale e il richiamo perenne della patria e della sua famiglia.

La regista indiana Mira Nair, già vincitrice a Venezia con il suo MONSOON WEDDING, gioca la carta del film internazionale puntando sull'adattamento dell'omonimo bestseller di Mohsin Hamid, creando un thriller dai contorni in stile spy story. Un film sulle apparenze e l'inevitabile ribaltamento delle posizioni, operazione che emerge sin dalla presentazione dei due protagonisti, ben interpretati da Riz Ahmed e Liev Schreiber, che fuggono dagli stereotipi rivelando man mano la loro vera natura.

Non tutti i pakistani sono dei fondamentalisti e non tutti gli americani sono degli sporchi imperialisti, se ci si confronta qualcosa di buono può venir fuori anche se c'è sempre il rischio che i pregiudizi, alla fine, ritornino a galla e facciano crollare tutto. Questa è la mera sintesi del concept del film. Apparentemente una posizione scontata ma in realtà meno di quanto si possa pensare, proprio su questo, infatti, poggiano i maggiori meriti di una pellicola che per altri versi non brilla mai, risultando corretta fino alla noia.

Esplorando il lato oscuro del sogno americano e gli effetti collaterali della globalizzazione, la regista, ci conduce nei meandri di un mondo spietato in contrapposizione all'eleganza e poesia di un Pakistan, quasi inedito agli occhi degli occidentali, cercando di far emergere l'enorme pericolosità del rapporto tra identità e la sua percezione. "L'apparenza inganna", si dice nella pellicola ed è una sentenza quanto mai vera, purtroppo non basta questo a elevare un film che non fa altro pulire le coscienze di chi già ha le idee chiare in testa. Non vi è traccia di reale analisi sociopolitica degli eventi, si rimane in superfice - con alcuni momenti apprezzabili di tensione registica - senza mai affondare i denti in quel cancro della società che è il pregiudizio.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - nair - schreiber - hudson
 

[12-06-2013]

 
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