Giornale di informazione di Roma - Domenica 25 settembre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Confessions

di Nakashima Tetsuya. Con Takako Matsu, Yoshino Kimura

di Rosario Sparti

Una bambina viene trovata morta nella piscina di una scuola. La polizia archivia il caso come un incidente, ma la madre, l’insegnante di scuola media Yukio Moriguchi, non ne è convinta. Improvvisandosi detective, la donna scoprirà che si è trattato di omicidio e che gli assassini sono molto più vicini di quanto pensasse.

Tratto dall’omonimo romanzo di Kanae Minato, il film, datato 2010, arriva solo oggi nelle nostre sale, dopo aver ottenuto un grande successo in patria ed essere stato candidato all’Oscar come miglior film straniero. La pellicola, acclamata dal regista americano Michael Mann, rimasto affascinato tanto da definirla “un capolavoro inquietante e assoluto”, rappresenta un cambio di rotta per il regista Nakashima Tetsuya. Vengono abbandonate le atmosfere ipercolorate e pop delle opere precedenti per cedere a una atmosfera plumbea, seppur lo stile barocco influenzato dalla cultura giovanile in tutte le sue espressioni è rimasto invariato.

 Cadenzato da una colonna sonora avvolgente, in cui è Lotus Flower dei Radiohead ad avvolgere lo spettatore del poco calore presente nel film, il ritmo della narrazione vive di singoli momenti, che vengono elevati a sineddoche dell’intera storia grazie a un uso insistente dello slow-motion. A catturare lo spettatore, preparandolo all’abisso in cui poi verrà calato, è la prima parte del film, una mezz’ora di assoluta tensione in cui un racconto orale diviene, tramite un uso magistrale del mezzo cinematografico, un thriller d’inarrestabile ansia.

Il funerale del Giappone. Conclusa la visione del film, questa è l’immagine che emerge da ciò che il regista ha voluto raccontare. Una messa in scena funerea, sottolineata da una fotografia in grigio, per il canto d’addio nichilista alla società giapponese. Un tessuto sociale dove non si salva nessuno, dagli adulti incapaci d’assumere responsabilità a una gioventù ormai incapace d’avere significative risonanze emotive. Uno sguardo senza speranza, che trova l’unico afflato d’apparente leggerezza nella soluzione dello scherzo. L’unica via per rispondere all’assurdo.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - Tetsuya
 

[07-05-2013]

 
Lascia il tuo commento