Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Iron Man 3

di Shane Black. Con Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Ben Kingsley

di Rosario Sparti

Quando Iron Man deve affrontare un nemico la cui forza non conosce limiti e che riesce a distruggere ciò che ha di più caro, l'industriale Tony Stark intraprende un durissimo viaggio in cui dovrà mettere alla prova il suo coraggio. Messo alle strette, riuscirà a sopravvivere grazie ai suoi dispositivi e al suo ingegno, che userà per proteggere le persone a lui vicine.

Si riparte dalle ceneri di THE AVENGERS per raccontare una nuova avventura del "genio, milardario, playboy, filatropo" più amato dagli spettatori cinematografici. Si riparte però con un cambio di guardia alla regia, un passaggio di consegne non da poco dato che vede l'avvicendarsi tra Jon Favreau e Shane Black, uno dei maestri dell'action movie. Se dietro questi cinecomics macinasoldi spesso la regia più che invisibile risulta impalpabile, in questo caso si nota eccome che a guidare il tutto c'è qualcuno che ha una sua visione ben precisa.

Tony Stark sembra infatti essere appena uscito da uno di quei buddy movie con protagonista un eroe sgualcito ma sempre in piedi, come L'ULTIMO BOYSCOUT o ARMA LETALE - scritti dal regista - risultano essere degni esempi. Compagno di viaggio del protagonista sarà un bambino, situazione esplosiva che trascina il film a dare il meglio, difatti sul versante action il film viaggia spedito, pur indugiando in alcuni momenti fracassoni che annoiano alla lunga. Il nostro eroe, in una versione quasi inedita, sembra sbandato, a sorreggerlo solo Pepper, Gywneth Paltrow con sempre più spazio, mentre il nemico, un Ben Kingsley abile nel dare forma a un personaggio storico come quello del Mandarino, è  pronto a non dare tregua.

Ciò che colpisce di più, come al solito, sono l'ironia e le sfaccettature psicologiche del protagonista, un uomo che ci appare nervoso e nevrotico, in crisi, che ormai vive dietro le quinte della sua maschera. Tanto che vedere Stark voler ritornare alle origini, arrivando a definirsi un "meccanico", ci porta inevitabilmente ad attenderci molto da un film che però rimane sempre in superfice di questo dilemma. Come se dietro l'armatura si possa intravedere qualcosa dell'essere umano che la veste, ma ciò che turba i suoi pensieri risulti quasi inaccessibile.
 



votanti: 5
Secondo te quanti euro merita??
 

[25-04-2013]

 
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