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La frode

di Nicholas Jarecki. Con Richard Gere, Tim Roth, Brit Marling

di Rosario Sparti

Il magnate Robert Miller, alla vigilia del suo 60esimo compleanno, sembra il ritratto del successo sia negli affari che nella vita familiare. Ma dietro la facciata dorata, Miller sta in realtà cercando disperatamente di vendere il suo impero finanziario a una grande banca prima che le frodi da lui perpetrate per anni vengano scoperte. Ma proprio mentre è a un passo dal chiudere la trattativa, un errore sanguinoso cattura l’attenzione del detective Michael Bryer della polizia di New York. In una disperata corsa contro il tempo, Miller dovrà cercare un modo per non perdere tutta la sua vita.

"Tutti lavorano per me", sottolinea il protagonista, quindi tutti sono a libro paga e per questo hanno inevitabilmente un prezzo. Basta solo determinare qual è il prezzo di ciascuno di loro. Questa è la cinica e amara riflessione grazie al quale opera il protagonista, cercando di divincolarsi dalle sabbie mobili dove sembra essersi arenato ma dal quale senza alcun scrupolo sembra riuscire ad emergere. Le sabbie mobili sono quelle dell'attuale mondo finanziario, divenuto sottoposto a maggiori controlli, che da luogo a una caccia all'uomo ricca di tensione, in un thriller che si tinge di dramma familiare.

Dove non può la giustizia, può la famiglia. Si potrebbe infatti inquadrare così una parte della storia che il regista esordiente Nicholas Jarecki ci racconta, mettendo in luce la stretta maglia dei rapporti familiari dove neanche l'astuzia più ferina riesce ad averla vinta. Il film vive soprattutto di una ambiguità di fondo, legata al rapporto tra il bieco protagonista narrato e l'immediata empatia che il suo protagonista, un Richard Gere in grande spolvero, suscita in maniera un po' ricattatoria verso lo spettattore. Dove Gordon Gekko però trovava terreno fertile e strada spianata, ora il protagonista del film sembra dover scalare una montagna invisa ai più e che lascia dietro una scia di sangue che pare essere inarrestabile. 

Se la storia e lo stile non presentano particolari spunti d'originalità e tutto procede come ci si aspetta, al tempo stesso il ritmo non ha cali e la storia non presenta buchi narrativi nei quali cadere; a questo poi è da aggiungersi la maestria del cast, che compie il proprio lavoro con grande classe, pertanto è da menzionare la giovane Brit Marling che, nel ruolo della figlia, regala una performance che vibra per pathos. Proprio sul territorio del pathos legato al dramma è dove il film sembra dare il meglio, così da indagare scrupolosamente il prezzo che si è costretti a pagare di persona quando non ci si fa scrupoli nel comprare gli individui come fossero titoli in Borsa. 


 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - jarecki - gere - roth
 

[13-03-2013]

 
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