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Blue Valentine

di Derek Cianfrance. Con Ryan Gosling, Michelle Williams

di Rosario Sparti

Sposati da diversi anni, Cindy e Dean attraversano una fase critica del loro matrimonio. Cercando di superare i problemi, proveranno a recuperare quello spirito e quella vitalità che li aveva fatti innamorare in un parallelo di ricordi tra passato e presente.

Sarebbe interessante scoprire le motivazioni psicologiche che hanno portato a distribuire questo film in Italia, con due anni di ritardo, facendolo uscire proprio per il giorno di San Valentino. In realtà la risposta è facile: sadismo. Non può esserci altra ragione, se non quella di fare un malvagio scherzetto alle coppie che sceglieranno questo film per festeggiare quel giorno.  Diretto da Derek Cianfrance, che l’aveva scritto nel 1998 e ha impiegato diversi anni per riuscire a realizzarlo, il film è uno dei ritratti più impietosi e dolorosi del disfacimento di un amore.

 Seppur strizzando l’occhio a certi stereotipi del cinema indie americano, la pellicola ha un sincero trasporto nel raccontare la crisi di coppia, così come l’abbiamo vista raccontata tante volte ma, in questo caso, riuscendo a far viverla in maniera reale. Il film costringe lo spettatore a subire sulla propria pelle il viaggio emozionale che molte coppie attraversano: l’amore a prima vista, la lotta per riuscire a stare insieme, la voglia  in due di dare una svolta alle proprie vite, il piacere della condivisione che si trasforma in routine, le piccole meschinità nate da una tolleranza che si fa sempre più fragile, fino ad arrivare alla sensazione di guardare negli occhi il partner e non riuscire più a riconoscerlo.

 Un film che traccia la storia di percorsi che non riescono più a coincidere, memore della famosa frase “Amore non è guardarsi a vicenda; è guardare insieme nella stessa direzione”. Per raggiungere un risultato così sincero grande merito va dato all’abilità dei protagonisti, Ryan Gosling e Michelle Williams, che regalano forse la loro miglior interpretazione, in grado di rendere tangibile la trasformazione dei personaggi, anche tramite un processo di deterioramento fisico che impressiona parecchio. Alla fine si esce dalla sala emotivamente distrutti, con il cuore che sanguina per l’equilibrio con il quale il film alterna dolcezza e rabbia, tra una barzelletta che risuona nelle orecchie e un passo di danza al ritmo di ukulele.

 



votanti: 6
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-02-2013]

 
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