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Qualcosa nell'aria

di Olivier Assayas. Con Clément Métayer, Lola Créton, Félix Armand

di Alessio Palma

Gilles è uno studente parigino che viene contagiato dalla febbre politica dei primi anni '70, quando gli echi del "maggio francese" non si sono ancora dissolti. Ma la sua vera aspirazione è dipingere e realizzare film mentre i suoi amici sono più assorbiti dalla lotta sociale in senso stretto come anche la sua fidanzata Christine. Tra la Francia, l'Inghilterra e l'Italia, si snoda così il percorso esistenziale ed umano di una generazione.

 APRES MAI, "dopo il Maggio", recita il titolo originale (ben più significativo dello scialbo QUALCOSA NELL'ARIA) dell'ultima fatica di Assayas, contestualizzando immediatamente l'arco temporale delle storie raccontate nel film. Siamo all'inizio del decennio, infatti, e il regista riprende la rievocazione, dai marcati accenti autobiografici, già contenuta nel bellissimo L'EAU FROIDE del 1994, di cui quest'ultima opera conserva i nomi dei protagonisti principali, Gilles e Christine, citando alla lettera la sequenza del falò durante la festa. Ma qualcosa è cambiato nei vent'anni che separano un film dall'altro: L'EAU FROIDE era una sorta di intima confessione, il racconto di un'iniziazione sentimentale dove il clima politico di un'epoca cruciale restava sullo sfondo. QUALCOSA NELL'ARIA rappresenta invece il passaggio dal personale al collettivo.

 Il film mira a essere un'analisi del movimento giovanile francese di estrema sinistra di quegli anni, tratteggiando il ritratto di un gruppo di studenti che hanno in comune la fede nelle istanze rivoluzionarie del post-'68. In questo senso, rispetto al suo predecessore, è più distaccato e scientifico e talvolta la partecipazione emotiva dello spettatore ne risente. Ma Assayas riesce bene a descrivere il sentimento comunitario che coinvolge questi ragazzi e, con altrettanta lucidità, a raccontarne il processo di sfaldamento, quando alla fine i destini individuali di ciascuno lentamente prendono il sopravvento sull'azione di gruppo.

E proprio in questo senso è ammirabile come nella seconda parte, in cui la storia si frammenta in tanti percorsi narrativi diversi, il film riesca a mantenere una fluidità registica e di racconto armoniosa e priva di squilibri. Come sempre nei lavori del regista, ottima la colonna sonora che alterna classici assoluti (Syd Barrett, Frank Zappa) a nomi più misconosciuti (Dr. Strangely Strange, Incredible String Band).

 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - assayas - créton
 

[16-01-2013]

 
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