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The Master

di Paul Thomas Anderson. Con Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams

di Alessio Palma

Alla fine della seconda guerra mondiale, il reduce della Marina Freddie Quell rientra negli Stati Uniti. Erotomane e violento, cerca di reinserirsi nella società, svolgendo un lavoro dopo l'altro. Ma i suoi sforzi sono vani fino all'incontro fortuito con Lancaster Dodd, leader carismatico a capo del culto religioso con ambizioni scientifiche denominato "La Causa". Affascinato dalla personalità dirompente di Freddie, Dodd lo coinvolge a tempo pieno nelle attività della setta.

 Il nuovo film di Paul Thomas Anderson, a cinque anni da IL PETROLIERE, conferma la vocazione all'epica del suo autore, impegnato ancora una volta a scavare nell'intimo di personaggi tormentati, ossessivi, consumati dalle proprie mire di grandezza, cui sacrificano l'intera esistenza. La relazione tra Dodd e Quell appare fin da subito estranea al classico scontro tra servo e padrone, in quanto permeata da un'ambiguità che il film non scioglie sino alla fine. Se è immediatamente comprensibile la fascinazione provata da Freddie nei confronti del suo capo, più oscure restano le motivazioni di Dodd nel volerlo all'interno della Causa, anche dopo che il suo protetto gli crea non pochi problemi.

Questo rapporto strettissimo e morboso tra personalità agli antipodi si riflette nello stile recitativo dei due protagonisti: controllato e impostato quello di Hoffman, febbrile ed eccessivo quello di Phoenix (probabilmente nella miglior prova della sua carriera). L'attore, infatti, è sempre il fulcro della scena e la regia tende a valorizzarlo al massimo; ciò conferisce al film una compattezza sconosciuta alle opere precedenti di Anderson, che pativano sempre qualche disequilibrio formale e narrativo.

 Ma il film è anche uno splendido saggio sulla psiche collettiva americana appena uscita dal trauma della guerra, alla ricerca di forme comunitarie alternative ben esemplificate dai gruppi spirituali e dalle nuove religioni incentrate sulla riscoperta di potenzialità umane nascoste, in attesa solo di essere risvegliate mediante pratiche pseudo-psicanalitiche. In questo senso il riferimento a Scientology, che ha causato alcune polemiche negli Stati Uniti, pur se mai esplicitato, è piuttosto chiaro. Girato nello splendore di un formato desueto come il 70mm, che conferisce agli ambienti e soprattutto ai primi piani degli attori una forza espressiva quasi wellesiana, THE MASTER, nel suo intreccio calibratissimo di pubblico e privato, di minuziosa ricostruzione storica e impetuoso slancio romanzesco, è una delle esperienze cinematografiche più intense degli ultimi anni.

 



votanti: 13
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[02-01-2013]

 
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