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Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato

di Peter Jackson. Con Martin Freeman, Ian McKellen

di Svevo Moltrasio

Quando Bilbo Baggins era ancora un giovinotto, ovvero sessant'anni prima delle avvenuture di Frodo e della Compagnia dell'Anello, le peripezie nella Terra di Mezzo erano già all'ordine del giorno. Ricordate Gandalf, i nani, gli elfi e tutta la combriccola? Bene, ecco un'altra storia.

A quasi dieci anni dall’ultimo capitolo de IL SIGNORE DEGLI ANELLI, Peter Jackson torna nell’ormai leggendaria Terra di Mezzo. Quella che si appresta ad essere una nuova trilogia, è tratta dal romanzo antecedente di Tolkien, l’omonimo Lo Hobbit. Il film ha avuto una produzione piuttosto travagliata, e per lungo tempo era stato affidato alla regia di Guillermo del Toro che alla fine appare solo come cosceneggiatore. Oltre al ritorno di alcuni personaggi e attori come Gandalf/Ian McKellen, da segnalare il nuovo protagonista Martin Freeman.

Troppi i fan, e i soldi incassati, con la prima trilogia per farsi sfuggire questa occasione, così Hollywood cavalca ancora una volta l’onda dei prequel, remake, reboot e compagnia. Sulla falsa riga dei nuovi STAR WARS, ecco narrate le vicende che hanno preceduto le avventure con protagonista Frodo. Grandi novità all’orizzonte? Dal punto di vista tecnico, a parte l’inevitabile terza dimensione, qui è il turno dei “48 fotogrammi” al secondo invece dei tradizionali “24”. Se nessuno ne avesse parlato, nessuno avrebbe notato cambiamenti. Invece, ovviamente, il mondo di internet è già diviso tra fan e detrattori.

Per il resto, Jackson gioca sull’usato sicuro: ironia, retorica, immagini patinate, tante belle fotografie e spruzzate horror. Manca, questa volta, l’effetto sorpresa – novità, per l’appunto - e una certa epicità nella vicenda che sembra un piccola parentesi rispetto al nucleo narrativo della prima trilogia. Dai precedenti capitoli, oltre a qualche superflua comparsata, recupera il ritmo altalenante – con discorsoni soporiferi alternati a mastodontiche scene d’azione - e l’irritante incompiutezza – ancora sei ore perché tutto si concluda – che rende, per il momento, i personaggi meno incisivi. Certo la confezione è sempre un gradino sopra la media. Per i fan, probabilmente, può bastare.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[12-12-2012]

 
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