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Ruby Sparks

di Jonathan Dayton, Valerie Faris. Con Paul Dano, Zoe Kazan, Antonio Banderas

di Rosario Sparti

Non è trascorso molto tempo da quando Calvin Weir-Fields è stato definito un caso letterario per il suo acclamato primo romanzo. Ma, da allora, il ragazzo è stato colpito da un persistente blocco dello scrittore, esacerbato da una penosa vita sentimentale. In un ultimo, disperato sforzo di riaccendere la scintilla della creatività, Calvin inizia a modellare nella mente un personaggio femminile. Il suo nome è Ruby Sparks e, dal momento in cui la immagina, Calvin si sente creativamente motivato a scrivere su di lei. Finché Ruby appare nel suo soggiorno. È uno scherzo, un sintomo di follia o un segnale magico? Qualunque sia la risposta, il fatto ha dell’incredibile. 

 Un elemento che stuzzica sempre l’immaginazione dello spettatore è il legame tra elementi biografici e storia narrata, va quindi detto che la coppia di registi Jonathan Dayton e Valerie Faris ha fatto attendere a lungo la loro opera seconda, dopo il successo di LITTLE MISS SUNSHINE, così come che Zoe Kazan, sceneggiatrice e attrice nel film, sia anche nella quotidianità legata sentimentalmente al protagonista della pellicola, l’attore Paul Dano. Questi elementi hanno inciso nella creazione di questo film? Chi può dirlo. Senz’altro scombinano ancora di più le carte in una storia incentrata sulle fantasie che si tramutano in realtà.

 Da un lato l’apparenza d’una commedia romantica indie, come molte del cinema statunitense, dall’altro una riflessione sul blocco dello scrittore e il rapporto tra autore e personaggi. Con un indiscutibile occhio verso Woody Allen e Charlie Kaufman, oltre che ricordare un piccolo film ingiustamente bistrattato come VERO COME LA FINZIONE, la pellicola è soprattutto l’ennesima variazione al mito di Pigmalione. Sul terreno del rapporto amoroso e la politica dei sessi, infatti, il film mostra la sua vera anima con una riflessione arguta e appassionata.

 Dopo il tono brillante della prima parte in cui il paradossale spunto di partenza emerge, nella parte centrale, in cui subentrano i personaggi interpretati da Annette Bening e Antonio Banderas, qualcosa sembra arrestarsi, ma, poco dopo c’è una sterzata d’umore che trasforma l’atmosfera lieve in una malinconia cupa, una cappa di tristezza cala così su questa storia d’amore a senso unico. Quando la sensazione è quella d’essere guardati senza essere visti, lo sguardo deve spostarsi sull’osservatore, da quì un commento sul processo creativo legato allo stato d’insicurezza e desiderio di controllo, idealismo e fragilità dell’ego maschile. Tutto questo in un film che ha il pregio d’essere contemporaneamente uno studio di personaggi, una fantasia e una storia morale.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - dayton - faris - dano - kazan - banderas
 

[05-12-2012]

 
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