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Razzabastarda

Di Alessandro Gassman. Con Alessandro Gassman, Giovanni Anzaldo, Manrico Gammarota

di Flavia D'Angelo

Da trent’anni in Italia, il romeno Roman non è riuscito a sganciarsi dal giro di spaccio che gli permette di mantenere se stesso e il figlio diciottenne. Per Roman, Nicu è tutto ma il suo amore totale, folle e rabbioso spaventa il ragazzo e lo allontana dal padre. Mentre Roman cerca di piazzare un’ingente quantità di eroina per ritirarsi dal giro, Nicu cerca di concludere un affare per conto suo, mettendosi nei guai.

Per il suo esordio dietro la macchina da presa Alessandro Gassman sceglie di portare sul grande schermo la pièce teatrale “Roman e il suo cucciolo”, da lui interpretata e diretta anche sul palcoscenico. RAZZABASTARDA, in concorso nella sezione Prospettive Italia del Festival Internazionale del Film di Roma, ha come co-protagonisti Giovanni Anzaldo e Manrico Gammarota nella parte del “cucciolo” Nicu e dello “zio” italiano Geco. In due cammei Michele Placido e un’irriconoscibile Nadia Rinaldi.

Alla sua opera prima, sicuro di finire facilmente sotto le forche caudine della stampa e con la necessità di firmare un film “d’autore” senza respingere il suo pubblico, Gassman opera una serie di scelte di necessità, ma intelligenti. Il bianco e nero violento della pellicola evita ogni leziosità “documentaristica”, assicurando all’intero film un tono grottesco che sposa bene gli eccessi interpretativi del cast, mascherando al tempo stesso la prevedibilità della trama. Gassman regista riempie le lacune, soprattutto di ritmo, con una notevole varietà di ripresa, senza sbavature.

L’operazione, non si può negare, è ben riuscita. Gassman non deluderà né il suo pubblico teatrale, o comunque intellettualmente impegnato, che potrà ritrovare in RAZZABASTARDA elementi autoriali e anche (forse) un embrione di denuncia del degrado sociale odierno né i fan del suo personaggio più “romano”, eccessivo e iracondo. A uno sguardo più attento, però, non può sfuggire la banalità delle interazioni tra i personaggi, la limitata capacità di Giovanni Anzaldo di tenere testa a un attore consumato come il nostro Gassman e l’evanescenza di un film che colpisce come esordio, ma svanisce come ricordo.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 

[17-11-2012]

 
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