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Andiamo a quel paese

di Ficarra e Picone. Con Con Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Fatima Trotta, Tiziana Lodato

di Rosario Sparti

Salvo e Valentino sono due amici che, rimasti disoccupati, abbandonano la grande città per rifugiarsi nel piccolo paese d'origine, Monteforte, dove la vita è meno cara ed è più facile tirare avanti. L'impatto con la nuova realtà non risulterà per nulla facile: i due si ritroveranno a vivere in un contesto diverso da quello che si erano immaginati: un paese pieno di anziani, da cui però è impossibile non poter trarre beneficio. Ogni anziano rappresenta una pensione, un bel bottino per i due disoccupati...

Ficarra e Picone, con questa nuova pellicola, cercano di rinnovare il solito schema che li vede bonariamente contrapporsi, scegliendo di guardare all'Italia del presente. Da qui nasce una garbata commedia dai toni surreali e grotteschi che sottolinea i soliti vizi del Belpaese, non mancando di lanciare piccolae stoccate anche al Vaticano. Niente di nuovo, si capisce, ma perlomeno s'intravede un po' di sana cattiveria assente abitualmente nel piatto panorama delle commedie nostrane.

Anche se, in questo caso, sarebbe più appropriato parlare di film comico. E se questo potrebbe essere visto come un passo indietro dopo la strada intrapresa nel film precedente, dove gli spunti migliori venivano dal genere della commedia romantica, invece, a nostro avviso, sembra la collocazione migliore per un duo che ha la sua forza nello sguardo parodossale sulle cose della vita. Si tratta di una giusta consapevolezza dei propri limiti e dei propri punti di forza. Non è un caso che l'anello debole di questa pellicola sia proprio la sottotrama romantica, sciatta  e prevedibile, assolutamente evitabile, dato che non aggiunge nulla alla caratterizzazione di due personaggi che non hanno bisogno di psicologie, in quanto ormai tramutati in maschere comiche.

Certo, il grottesco sarebbe potuto essere più marcato e la satira più incisiva, mentre si rimane sempre un po' in superfice, ma le risate non mancano e da questo ritratto dei nostri vizi, alla fin fine, non ne esce bene nessuno. Ciò che manca invece è una maggior cura verso la "confezione" del film, come spesso accade per i comici registi, che avrebbe potuto rendere un miglior servizio alla storia. Tra una commedia di stampo televisivo, una dramedy che sembra un spot, se proprio ci si deve accontentare allora meglio questo: un classico film comico con sbavature, elementi grossolani ma due attori che sanno strappare una risata.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[05-11-2014]

 
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