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Lo sciacallo

di Dan Gilroy. Con Jake Gyllenhaal, Rene Russo, Bill Paxton

di Rosario Sparti

Lou non riesce a trovare lavoro. Un giorno assiste per caso a un incidente stradale e ha un'illuminazione: si procura una videocamera e da quel momento passa le notti correndo sui luoghi delle emergenze, per riprendere le scene più cruente e vendere il materiale ai network televisivi. La sua scalata al successo lo rende sempre più spietato finché, pur di mettere a segno uno scoop sensazionale, arriva a interferire pericolosamente con l'arresto di due assassini...

Prendete la città degli angeli fotografata nei film di Michael Mann, unitela alla satira corrosiva di QUINTO POTERE e L'ASSO NELLA MANICA, aggiungete un pizzico di Travis Bickle e shakerate con vigore. Il risultato di questo mix esplosivo sarà LO SCIACALLO, opera d'esordio dello sceneggiatore Dan Gilroy, fratello di quel Tony Gilroy che qui figura come produttore. E non sarebbe potuta cominciare meglio la carriera di questo talentuoso regista, autore di un thriller satirico con un protagonista difficilmente dimenticabile; grazie, soprattutto. all'interpretazione di Jake Gyllenhaal, che, dopo l'ottimo lavoro in PRISONERS e ENEMY, regala una nuova eccezionale prova immersiva, rendendosi paurosamente simile nell'aspetto a quegli sciacalli e avvoltoi cui, metaforicamente, rimanda la storia. Basterebbe osservare il suo sguardo allucinato e famelico per comprende a pieno l'universo distorto di questo self made man, cresciuto sotto il mito del successo made in USA, che si ritrova, come tanti della sua generazione, improvvisamente trascinato giù dal vortice del precariato lavorativo.

Da questo sguardo sul presente muove i suoi passi il film, che concentra il suo sguardo sul mondo dei network locali, interessati all'acquisto di filmati shock in grado di rafforzare la percezione di una criminalità in aumento nei quartieri alti. Una compravendita di paura, sotto la forma di video, che parte dall'instabilità del mondo lavorativo e raggiunge il pubblico a casa grazie al mondo spietato dei tg, sintetizzato efficamente dal personaggio rapace interpretato dall'ottima Rene Russo.
Certo, a differenza dei protagonisti schizzati di AMERICAN PSYCO e TAXI DRIVER, non sappiamo bene cosa muove il protagonista, ma è proprio la sua mancanza di empatia a spiegarci il funzionamento della sua scalata al successo. In questo mondo di stage gratuiti, posti di lavoro assenti, va avanti solo chi riesce a invertarsi un lavoro e, senza farsi alcun scrupolo, lo rende fruttuoso passando sopra il cadavere di chiunque si trovi davanti. Anzi, filmando quel cadavere senza porsi alcun scrupolo morale o etico.

Questa è oggi, sembra dirci il regista, la via per sopravvivere cui ci conduce la società, una guerra tra poveri dove vince chi cattura le immagini più crude del decesso di quegli stessi poveri. Questo è il nucleo satirico di un'opera multistrato, che nasconde un'avvincente seconda pelle action thriller, come testimoniato  dall'ultimo atto della storia: un ottovolante di emozioni che lasciano senza fiato, sintetizzate da una sequenza d'inseguimento d'auto tra le più coinvolgenti viste di recente. "Ciò che credo, signore, è che le cose belle succedono a coloro che lavorano come dei pazzi, e che le brave persone come lei, che raggiungono la vetta della montagna, non ci sono capitate per caso. Il mio motto è: se vuoi vincere un biglietto della lotteria, guadagnati i soldi del biglietto", dice il protagonista in un improbabile colloquio di lavoro. E state certi che avrà quel biglietto, ma i soldi con cui comprarlo vengono direttamente dal costo delle nostre vite.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[24-10-2014]

 
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