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8 GIORNATA - 23 Ottobre 2014

Al Festival il grande cinema di genere:Stonehearst Asylum di Brad Anderson e La foresta di ghiaccio di Claudio Noce

Al Festival il grande cinema di genere con due thriller: Stonehearst Asylum di Brad Anderson e La foresta di ghiaccio di Claudio Noce 

Os Maias – (Alguns) Episódios da Vida Romântica di João Botelho, sconvolgente romanzo d’amore sullo sfondo di una “impressionistica” e “viziata” Lisbona

 Grande cinema di genere nell’ottava giornata del Festival Internazionale del Film di Roma: oggi, giovedì 23 ottobre, la Sala Sinopoli ospiterà alle ore 19.30 la proiezione de La Foresta di Ghiaccio di Claudio Noce mentre alle ore 22 sarà la volta di Stonehearst Asylum di Brad Anderson

Stonehearst Asylum è l’ultimo lavoro di Brad Anderson, il regista cult di Session 9,  L'uomo senza sonnoVanishing on the 7th Street e The Call. Tratto da un racconto di Edgar Allan Poe, “Il sistema del dr. Catrame e del prof. Piuma”, Stonehearst Asylum è un thriller ambientato in un manicomio che nasconde un inquietante segreto. Il film ospita un cast di star formato da Kate Beckinsale (Pearl Harbor,UnderworldThe Aviator), Jim Sturgess (21Across the UniverseLa migliore offertaCloud Atlas), Ben Kingsley (vincitore del premio Oscar® per Gandhi, interprete per registi come Martin Scorsese, Steven Spielberg, Roman Polanski e James Ivory), Brendan Gleeson (Gangs of New YorkTroyHarry Potter e il calice di fuoco), e Daniel Thewlis (Poeti dall'infernoSette anni in TibetIl bambino con il pigiama a righe, miglior attore al Festival di Cannes per Naked – Nudo). Nel cast anche il due volte premio Oscar® Michael Caine, tra i maggiori attori viventi: le sue memorabili interpretazioni hanno fatto la storia del cinema, da Alfie fino a Batman Begins, passando per Gli insospettabiliIl seme dell'odioL'uomo che volle farsi reHannah e le sue sorelleLe regole della casa del sidro. Sul red carpet diStonehearst Asylum – presentato al Festival in prima europea – ci sarà il regista Brad Anderson che incontrerà il pubblico venerdì alle ore 18 presso il Teatro Studio Gianni Borgna.

La foresta di ghiaccio è l’opera seconda di Claudio Noce, regista di numerosi cortometraggi fra i quali Aria, vincitore del David di Donatello, del Nastro d’Argento e dell’European Film Award a Venezia, e autore del lungometraggio Good Morning, Aman, che gli vale (sempre a Venezia) il premio FICE come miglior autore esordiente. Il nuovo film di Noce, presentato a Roma in prima mondiale nella linea di programma Cinema d’Oggi, racconta come dietro l'apparente serenità di un piccolo paese alpino si nasconda una rete di torbidi misteri. Nel cast, Emir Kusturica, Ksenia Rappoport, Adriano Giannini, Domenico Diele, Maria Roveran. Sul red carpet delle ore 19, il regista con Ksenia Rappoport, Adriano Giannini, Domenico Diele.
 
Alle ore 16.30 presso la Sala Sinopoli si terrà la proiezione di Os Maias – (Alguns) Episódios da Vida Romântica di João Botelho, pluripremiato regista e sceneggiatore di pellicole come Tempi difficiliQuem és tu?Il fatalista tutti presentati a Venezia e Um Adeus Português al Festival di Berlino. Sullo sfondo di una “impressionistica” e “viziata” Lisbona, Botelho porta sul grande schermo il celebre romanzo di Eça de Queirós, travolgente e sconvolgente storia d’amore fra un ozioso dottore aristocratico e una donna che, fino a quel momento, ha condotto una triste esistenza: la passione tuttavia conduce a un nuovo e più profondo abisso, l’incesto. Sul red carpet delle ore 16, João Botelho sarà accompagnato dall’attore Graciano Dias: i due hanno già lavorato insieme in A Corte do Norte, presentato al Festival di Roma e premiato con la menzione speciale della giuria.
 
La linea di programma Prospettive Italia prevede due proiezioni in Sala Petrassi: alle ore 17, l’evento specialeNe ho fatte di tutti i colori di Marco Spagnoli, critico e giornalista cinematografico, regista di documentari. Nel suo ultimo lavoro, Enrico Lucherini – il più grande press agent italiano di tutti i tempi – si racconta a cuore aperto, ripercorrendo la sua straordinaria carriera dagli anni della Dolce Vita fino all’abbandono della professione che lui stesso ha portato in Italia: la storia parallela e segreta del grande cinema italiano attraverso materiali di repertorio inediti e rari.

Alle ore 19 sarà invece il turno di Due volte Delta di Elisabetta Sgarbi, regista molto apprezzata anche in campo internazionale, direttore artistico del festival La Milanesiana. I suoi film hanno partecipato ai più importanti festival cinematografici del mondo: Venezia, Locarno, Cannes, Torino, Roma, Londra e New York. Il dittico è diviso in Il pesce siluro è innocente, sulle vicende che si svolgono lungo il fiume Po di due pescatori di anguille, di un uomo e una donna dediti alla raccolta di vongole e cozze e di un allevatore di pesce, e Per soli uomini, è invece la storia di tre allevatori di pesce in una delle valli da pesca che il Po crea alla sua foce: un mondo a sé, un ecosistema tenuto in vita dal movimento interno dell’acqua e dalla vigilanza ossessiva dei tre, dal loro moto continuo, vaghi ma attenti camminatori del fiume. Fra i due episodi, Elisabetta Sgarbi incontrerà il pubblico.
 
Alle ore 14.30 il MAXXI ospiterà la versione restaurata di Boccaccio ’70 di Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli e Luchino Visconti.
 
Marco Bellocchio, Ettore Scola e Paolo Virzì al MAXXI per Prima del film di Marco Chiarini e Mario Sesti
 
All’interno dello spazio che la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma dedica ai nuovi linguaggi dell’audiovisivo - WIRED NEXT CINEMA powered by Mazda - verrà presentato domani alle 18, al MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo), Prima del film di Marco Chiarini e Mario Sesti. Subito dopo la proiezione del documentario, tre magnifici autori di diverse stagioni del cinema italiano, protagonisti del film, Ettore Scola, Marco Bellocchio e Paolo Virzì, incontreranno il pubblico e la stampa per svelare come i disegni, i volti, i segni e i colori sulla carta influiscono nel dare vita a scene e inquadrature di film. “Per me il disegnare è una maniera di comunicare rapida, sul set o durante la preparazione del film. Me ne servo per esprimere la ricerca di un personaggio o se devo dare l’idea a un direttore di casting, o ancora se devo comunicare al costumista come andrebbe conciato. Li uso per trasmettere allo stesso attore certi atteggiamenti della recitazione, oppure allo scenografo delle indicazioni sugli ambienti – spiega Paolo Virzì, riferendosi all’opera diretta da Chiarini e Sesti -. Infatti di solito ‘disegnazzi’ non particolarmente curati sono tutti appuntati nel reparto sartoria o reparto scenografia dei miei film”. Il disegno è stato il primo amore ed anche il primo lavoro del pluripremiato regista Ettore Scola: “Da quando avevo 5 anni – ricorda - disegnavo dovunque, sui libri, sui giornali, sui pezzi di carta. Quasi mai ho avuto album ma nel corso della vita il riferimento al disegno è sempre stato presente proprio perché era un modo di pensare e non pensare: qualunque cosa facessi, se avevo libera una mano,  disegnavo al telefono, o anche scrivendo, o anche lavorando”. Pittura come vocazione invece per Marco Bellocchio che dipingeva “un pochino negli ultimi anni del liceo”. Il regista de La Cina è vicina, L'ora di religione, Bella addormentata svela: “Non sapevo bene ancora cosa avrei fatto nella vita. E ho realizzato una piccola produzione di quadri ad olio tra gli ultimi anni del liceo e i primi dell’università: tra i 18 e i 20 anni. Perché non sapevo bene cosa avrei fatto dopo il liceo, poi mi iscrissi all’accademia dei filodrammatici come attore e poi fui allontanato e mi spostai a Roma. Entrando al Centro Sperimentale, in pratica, finì la mia carriera, nel senso che per me la scoperta del cinema, di come farlo e come realizzarlo incominciò a farmi trascurare e dimenticare la pittura e i quadri ad olio. Da allora non ho dipinto più. Insomma, non è che la pittura in quegli anni giovanili avesse un rapporto con il cinema, anzi, era in alternativa in qualche modo con il cinema, tanto è vero che ricordo la mia grande amica Grazia Cherchi, quando gli dissi che andavo a Roma, lei mi disse: ‘Ma lascia perdere il cinema, tu sei un poeta e un pittore’, come se il mio destino fosse quello li”.
 

[23-10-2014]

 
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