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Tomas Milian: incontro col pubblico

L'attore cubano riceve il Marco Aurelio Acting Award 2014

di Rosario Sparti

Oggi all'Auditorium si è assistito a una messa laica. Il celebrante era un uomo, cubano ma romano come pochi, chiamato Tomas Milian. Si è affacciato sul palco della sala Petrassi come un papa parolacciaro, ha salutato i suoi fedeli e dispensato amore a profusione. E proprio i sentimenti hanno fatto da padrone in questo bizzarro incontro, caldo come una festa e schietto come una seduta di psicanalisi, tra l'attore e il suo pubblico: non sono mancate le lacrime, sul palco come in platea, e una densa coltre d'affetto ha avvolto la sala, colma di gente in attesa del proprio eroe.

Mai come oggi, infatti, il Festival del Film di Roma ha incarnato la sua vocazione di festa popolare. Bastava guardarsi intorno per ascoltare voci dall'intonazione simile a quella del mitico Monnezza e vedere visi che, evidentemente, solcavano per la prima volta la soglia dell'Auditorium. Volti popolari che aspettavano solo di poter celebrare questo attore, dalla lunga carriera internazionale, ma, prima di ogni cosa, simbolo della Capitale. Al suo ingresso la standing ovation d'obbligo non suona scontata, viene dal cuore e per questo il lungo applauso è accompagnato da fischi d'approvazione, voci che gridano: "Tomas, sei un grande" e spettatori che non ne vogliono proprio sapere di ritornare a sedersi. L'atmosfera è caldissima, sembra quasi d'essere in uno stadio nel giorno del derby; ma stavolta nessuna rivalità tra squadre opposte, qui tutti sono uniti per dare ciò che quest'uomo sembre da sempre essergli dovuto, perchè si tratta di un sentimento reciproco. Roma ama Tomas e Tomas ama Roma, città che l'ha adottato e che lui ha abbracciato come una madre.

E la scelta del direttore Marco Muller di celebrare Tomas Milian, premiandolo con il Marco Aurelio Acting Award 2014, è quantomai vincente. L'attore prende quest'occasione godendo di ogni singolo istante, consapevole che il tempo che gi resta è poco ma che questa giornata suona per lui già come una resurrezione. Interprete per Visconti, Bolognini, Zurlini e altri maestri del cinema italiano, Milian, negli anni ha abbaracciato il cinema popolare, prima approdando allo spaghetti western, poi raggiungendo la massima popolarità con il poliziottesco e la sua deriva comica che ha un nome e cognome: Nico Giraldi.

In questo incontro, moderato da Giona Nazzaro e Manlio Gomarasca, Milian racconta la sua infanzia tormentata (l'anaffettività della madre e il suicidio del padre), la fuga da Cuba per approdare alla scuola dell'Actor's Studio di New York (spinto dalla visione del lavoro di James Dean in LA VALLE DELL'EDEN), il suo trasferimento in Italia e il ritorno a una carriera internazionale che l'ha visto lavorare con registi come Abel Ferrara e Steven Soderbergh. Ma è soprattutto l'occasione per mettersi a nudo, calarsi in un bagno d'affetto, parlare a ruota libera e dedicare il premio a Roma, città che "è diventata la madre che non ho mai avuto. Una città che mi ha accolto e dato un amore immenso. E questo amore voglio contraccambiarlo dedicandogli questo premio".

Così tra una battuta amara, "Potrei tornare a lavorare con Bombolo, un bimbo grande come me, facendogli compagnia al Verano tra qualche tempo", e l'annuncio di un sequel del ciclo del commissario Monnezza interpretato da Mattia, suo figlio adottivo, l'incontro scorre veloce come un lampo, così come deve essere sembrata la vita a questo cubano/americano/italiano che ha vissuto senza fermarsi un attimo. Ci sarà chi storcerà il naso per una serata simile, ma vedere uomini di mezz'età piangere a dirotto vedendo salire sul palco quest'uomo, anziano ma dal volto di un bambino,è un'emozione senza prezzo che solo il cinema può regalare.

E per coloro che nono sono potuti essere presenti,il Festival, come già avvenuto con Leonardo Di Caprio nel 2006 e Sylvester Stallone nel 2012, porterà l'attore nei diversi quartieri della città. Alle ore 11, domani, presso il Teatro Lido di Ostia (via delle Sirene 22), Tomas Milian difatti incontrerà gli studenti delle scuole superiori di Ostia e il pubblico; nel pomeriggio, alle ore 19.30, si recherà nel quartiere Laurentino, ospite del Centro Culturale “Elsa Morante”, dove sarà protagonista di un dibattito pubblico. Non mancate, non ve ne pentirete.

[17-10-2014]

 
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